I luoghi del sale in Sicilia

La Sicilia è da sempre legata al sale, sia perché circondata dal mare sia perché il sale è, da sempre, una delle sue risorse economiche.

La Sicilia è da sempre legata al sale, sia perché circondata dal mare sia perché il sale è, da sempre, una delle sue risorse economiche. In varie parti della Sicilia sono sorte saline per la produzione del sale marino e miniere per l'estrazione del salgemma.

Saline paceco

Questi luoghi possono essere collegati fra loro lungo una linea che potremmo seguire percorrendo così la strada che unisce i Luoghi del Sale.

Campagna Sicilia 6

Il nostro percorso comincia da Trapani e prosegue lungo la costa fino a Marsala per poi attraversare il mare e approdare a Malta da qui torna in Sicilia a Realmonte.

Prima tappa è Paceco, piccolo borgo vicino Trapani dove oltre le Saline di Nubia si possono trovare il Museo del Sale, il mulino Americano, l'immancabile torre normanna e la Riserva naturale di Trapani e Paceco. Il prodotto tipico della zona è l'Aglio Rosso di Nubia, una qualità di aglio dolce e profumata dal caratteristico colore rosso.

Il sole inizia la sua discesa sulle saline

Percorrendo la nostra strada arriviamo allo “Stagnone”, la laguna più estesa della Sicilia (2000 ettari), sede di una riserva orientata caratterizzata dalla presenza di alcuni isolotti (Isola Longa, Santa Maria, San Pantaleo, Schola), acque pescose e una fauna varia e rigogliosa. Qui i fenici raccoglievano i “murici”, molluschi da cui ricavavano la porpora. Lo Stagnone permette visite lungo gli argini dei bacini, percorrendo le sponde delle vasche usate per la cristallizzazione del sale; si possono inoltre raggiungere gli isolotti su cui troneggiano i mulini a vento restaurati, memoria di un tempo in cui erano i principali strumenti per pompare l'acqua e macinare il sale.

saline

Al Museo del Sale Ettore e Infersa è ancora oggi è possibile assaporare il fascino del lavoro di un tempo. Questo grazie alla passione di questi due uomini che hanno restaurato e rimesso in funzione un mulino vecchio di oltre cinquecento anni, un tempo strumento indispensabile per la macinazione del sale.

Isola_di_mozia

Mozia è la più grande delle isole dello Stagnone. Un'isola-fortezza fenicia e poi romana, fiorente e rinomata per la produzione della porpora e per i vini prodotti con le uve che ancora oggi vi si coltivano. I resti dell'antica città fortezza sono tornati alla luce grazie all'intervento di Giuseppe Whitacher che, oltre a finanziare personalmente gli scavi alla fine dell'ottocento, permise la nascita di un museo all'interno della villa da lui costruita sull'isola. All'interno, fra i molti reperti, spicca la statua virile di Ercole in posa di efebo.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Marsala, il cui toponimo si potrebbe fare risalire a “Marsa ʿalī” “Porto di ʿAlī” o “Marsa ʿāliyy” “Porto Grande” o “mare salis” "saline al mare". In ogni caso è evidente il legame con il mare e il porto che ha da sempre avuto grande importanza per questa città. Rinomata per il clima, le spiagge, il porto e il suo vino “inventato” dall'inglese John Woodhouse.

marsala vino

All'interno del Museo Baglio Anselmi, una magnifica struttura sul litorale marsalese, si conservano i resti di una autentica nave punica, rinvenuta nel tratto di mare antistante la città. Sempre punica è l’antica Lylibeo, "la città che guarda la Lybia. Uno dei luoghi più misteriosi del passato trova posto sotto la chiesa di San Giovanni Battista, in questo luogo inconsueto si trova la “Grotta della Sibilla” il sepolcro o la dimora della Sibilla Cumana o Sibilla Sicula.

SONY DSC

Da diversi anni il litorale nord di Marsala, comprendente lo stagnone, è diventato il luogo d'incontro per eccellenza degli amanti del kitesurf, sport acquatico; sono tantissimi gli sportivi, provenienti da ogni parte, che praticano questo sport sfruttando al meglio il vento, che grazie alla posizione geografica e a particolari condizioni micro climatiche, garantisce in ogni periodo dell'anno condizioni ottimali. Di conseguenza sono sorte diverse scuole di Surf, Kite Surf, Wind Surf e in generale di tutti gli sport acquatici, proprio sul litorale nord della città.

Kitesurf

Proseguendo il nostro percorso lungo la costa siciliana in direzione Agrigento si raggiunge Realmonte Cittadina creata nel 1675 da Giovanni Morreale che acquisto il feudo chiamato Mendola. Fu lui a chiedere ed ottenere la "licentia populandi" per il nuovo borgo e a dare inizio al suo popolamento chiamando molti coloni dai centri vicini. Diede inoltre il proprio nome al paese, chiamandolo Realmonte. Realmonte è note per la Villa Romana del I secolo, che si trova in località Punta Piccola, per la Torre Normanna di Monterosso, e, soprattutto, per la scogliera nota come

agrigento_realmonte_la_scala_dei_turchi

Scala dei turchi”. Il nome a questa magnifica baia, circondata da bianche scogliere, venne attribuito durante il periodo delle molte incursioni di pirati saraceni che, per convenzione, venivano definiti “turchi” da qui anche il famoso detto “mamma li turchi”; i pirati “turchi” usavano trovare riparo in questa baia meno battuta dai venti che rappresentante un approdo sicuro per ripararsi da marosi e attendere il momento propizio per lo loro scorrerie.

realmonte miniera

Vicino Realmonte si trova l'omonima Miniera di Salgemma; in contrada Scavuzzo a 2,5 km dal centro abitato di Realmonte. Le sue gallerie, visitabili, si sviluppano su più piani e si estendono nel sottosuolo per circa 25 km. Al suo interno è stata anche scavata una chiesa, la Cattedrale di Sale, statue e suppellettili sono state scolpite nella roccia, una esperienza entusiasmante e unica.

Cattedrale di Salgemma nella Miniera di Realmonte

Proseguendo nel nostro viaggio arriviamo al Fiume Ciane, vicino Siracusa, dove elemento principe della sua vegetazione è il Papiro.

fiume ciane

Proprio in questo contensto troviamo le Saline di Siracusa, un’area protetta orientata caratterizzata da zone umide dove terra e acqua si fondono e la loro divisione non è definita nettamente soggetta, inoltre, a continue oscillazioni stagionali. Secondo la mitologia greca la Ninfa Ciane, per il dolore a seguito del rapimento dell'amica Persefone (figlia della Dea Cerere) da parte del Dio Plutone (sovrano del regno dei morti), morì e venne trasformata in fonte dalla compassione degli Dei.

Mappa riserva saline ciane

Qui termina la nostra strada, una strada che, muovendosi fra i luoghi del sale, si dirama fra la storia e le storie di Sicilia, fra Fenici, Greci e Romani; ci svela piccoli segreti di vite passate e di usi oramai dimenticate; ci conduce fra antiche divinità e antichi misteri.